Stride e ragtime sono tra gli stili pianistici più difficili da mettere su carta, per lo stesso motivo: la mano sinistra. Nel ragtime il basso procede regolare, con un andamento di marcia, sotto una melodia ricca di sincopi. Lo stride riprende questa idea, accelera e fa saltare la sinistra tra una nota di basso nel registro grave e un accordo nel registro medio diverse volte al secondo, mentre la destra improvvisa. Dello stride esistono soprattutto registrazioni, e i rag pubblicati sono spesso semplificati. Per suonare quello che senti, di solito devi prima trascriverlo.
La struttura di questi stili mette in difficoltà sia l’orecchio sia la trascrizione automatica. Puoi però partire da una bozza e correggerla fino a ottenere uno spartito pulito e leggibile, senza dover trascrivere a orecchio ogni nota di ogni salto d’ottava.
Ragtime e stride a confronto
Il ragtime è musica composta. Scott Joplin, James Scott e Joseph Lamb scrivevano i loro rag per intero: alla sinistra un disegno regolare, con una nota di basso sui movimenti forti e un accordo su quelli deboli; alla destra una melodia con le sincopi già scritte. Molto ragtime si trova quindi in edizioni a stampa. Spesso, più che di trascrizione, si tratta di scegliere un arrangiamento: quale edizione usare e a quale livello di difficoltà.
Lo stride nasce dall’incontro tra il ragtime e le feste organizzate ad Harlem negli anni Venti e Trenta per raccogliere i soldi dell’affitto. James P. Johnson, Fats Waller, Willie “The Lion” Smith e, più tardi, Art Tatum ampliarono i salti della sinistra, suonarono a tempi più veloci e improvvisarono l’intera esecuzione. È qui che nasce la difficoltà per chi vuole trascrivere: di un’esecuzione stride di solito esiste soltanto una registrazione, e ogni esecuzione è diversa. Se cerchi il voicing esatto che Waller suona in un certo disco, non lo trovi in uno spartito pubblicato. Devi ricavarlo dalla registrazione.
Perché questi stili sono difficili da trascrivere
Si sommano tre difficoltà. La mano sinistra percorre rapidamente distanze enormi: una nota di basso può trovarsi un’ottava e mezza sotto l’accordo, e le due cose cadono su movimenti diversi. La distanza tra i registri, dalla nota più grave del basso alla più acuta della melodia, supera spesso le quattro ottave. C’è quindi una grande estensione della tastiera da seguire. Nello stride, poi, il tempo è molto veloce: le note arrivano una dopo l’altra e il pedale ne sovrappone i suoni.
A orecchio, la difficoltà è distinguere la nota esatta del basso dall’accordo che arriva un movimento dopo. La trascrizione automatica tende a sbagliare negli stessi punti: qualche nota di basso spostata di un’ottava, una voce interna veloce poco definita, una nota dell’accordo persa quando tre o quattro suoni si sovrappongono con il pedale. È uno dei casi più impegnativi di trascrizione del pianoforte polifonico. Sapere dove cercare gli errori aiuta a correggerli più rapidamente.
Passaggio 1: ricava una prima bozza dello spartito
Trascrivere a orecchio uno stride fitto, nota per nota, richiede molta esperienza e molto tempo. Per partire più rapidamente, puoi affidare la prima trascrizione a uno strumento automatico. Carica la registrazione così com’è in uno strumento per trascrivere il pianoforte polifonico come Songscription, senza prima separare le tracce audio o elaborare la registrazione. Otterrai una bozza di spartito con le due mani già divise su due righi. Anche in uno stile difficile, una buona bozza riporta gran parte delle note e la struttura armonica e ritmica complessiva. Hai già qualcosa da correggere, anziché una pagina vuota.
Per avere una bozza più pulita, usa la registrazione di migliore qualità che hai: il fruscio del nastro e il forte riverbero dell’ambiente riducono la precisione. Se il brano è lungo, lavora per sezioni. È più facile controllare un rag di due minuti che affrontare tutto insieme un brano virtuosistico di Tatum di sei minuti. Nella nostra guida per ottenere trascrizioni precise con l’IA trovi le scelte sulla registrazione di partenza che incidono di più sul risultato.
Passaggio 2: correggi la mano sinistra
Dedica particolare attenzione alla sinistra: è la parte più difficile da trascrivere e quella che dà allo stile il suo carattere. Controlla separatamente i due elementi del disegno. Le note di basso sul primo e sul terzo movimento di solito alternano fondamentale e quinta dell’accordo. Una volta riconosciuta l’armonia, puoi seguirne il movimento per gradi o per salti secondo un disegno prevedibile. Gli accordi sul secondo e sul quarto movimento occupano il registro medio della tastiera. Verifica prima le une, poi gli altri, per ricostruire il disegno completo.
La correzione più frequente riguarda il registro. Nello stride il basso si trova spesso molto sotto il rigo. Se una nota viene trascritta un’ottava troppo in alto, durante la riproduzione può ancora sembrare plausibile, ma sullo spartito e sotto le mani qualcosa non torna. Rallenta la registrazione senza cambiare l’altezza delle note per sentire il basso reale sotto l’accordo che segue. Se devi spostare qualche nota, nel piano roll fai più in fretta che cercando le note sul rigo: vedi direttamente il registro e il momento in cui vengono suonate.
Passaggio 3: sistema le sincopi
In questi stili le sincopi caratterizzano la mano destra. Se il ritmo è sbagliato, lo spartito non restituisce il modo in cui la musica viene suonata. Nel ragtime le sincopi sono precise, scritte fino ai sedicesimi: controlla le suddivisioni dei movimenti perché il ritmo si legga chiaramente. Lo stride è più libero e spesso ha un andamento swing. Devi quindi scegliere come scriverlo: con ottavi regolari e un’indicazione di swing, oppure riportando esplicitamente la suddivisione in terzine? Per un lead sheet o uno spartito da studiare, gli ottavi regolari con un’indicazione di swing sono di solito più leggibili. Per una trascrizione che riproduca esattamente una specifica registrazione, scrivi quello che senti.
Qualunque soluzione tu scelga, controlla che le stanghette di misura corrispondano ai movimenti in battere. Puoi comunque riprodurre una trascrizione spostata di un movimento, ma ogni accento cade nel punto sbagliato. È lo stesso lavoro di correzione ritmica che serve dopo ogni conversione e che trovi nella guida per sistemare il MIDI dopo la conversione. Qui lo applichi a uno stile in cui le sincopi hanno un peso particolarmente grande.
Passaggio 4: rendi leggibile lo spartito
Quando note e ritmo sono corretti, resta da rendere lo spartito comodo da suonare. Controlla che la divisione tra le mani abbia senso, che i salti del basso restino nel rigo in chiave di basso e la melodia in quello in chiave di violino. Verifica anche che il raggruppamento delle note con le travature renda leggibili le sincopi a prima vista, anche a un tempo veloce. Poi puoi esportare un PDF da cui leggere oppure un file MusicXML da aprire in un programma di notazione per rifinire l’impaginazione e la scrittura.
Se per ora non riesci a suonare la versione alla velocità originale, puoi ricavarne una più facile: riduci i salti della sinistra e semplifica una frase veloce. Avrai una versione da suonare mentre studi per riuscire a suonare l’originale. Le nostre guide per trascrivere musica e trascrivere il pianoforte classico affrontano casi affini. Quella sulla trascrizione del pianoforte blues e boogie woogie tratta lo stile in cui si è evoluto il ragtime. Con lo stesso strumento puoi anche ricavare uno spartito da una registrazione audio del prossimo rag che vuoi imparare.
Domande frequenti
Perché è così difficile trascrivere il pianoforte stride?
La difficoltà è nella mano sinistra. Nello stride alterna una nota di basso nel registro grave sul primo e sul terzo movimento con un accordo nel registro medio sul secondo e sul quarto. A queste velocità, la mano salta di un’ottava o più diverse volte al secondo, mentre la destra suona una melodia sincopata indipendente. Bisogna quindi seguire una polifonia fitta a due mani, distribuita su registri molto distanti, con note che si susseguono rapidamente. A orecchio è difficile distinguere la nota esatta del basso sotto l’accordo; nelle trascrizioni con l’IA, gli errori si concentrano nei salti rapidi e nei suoni che il pedale tiene sovrapposti.
Che differenza c’è tra ragtime e pianoforte stride?
Il ragtime, come nei rag di Scott Joplin, è musica composta e scritta: la sinistra procede regolare, con un andamento di marcia, e le sincopi della destra sono notate con precisione. Lo stride nasce dal ragtime negli anni Venti e Trenta. È in gran parte improvvisato, più veloce e più virtuosistico, con salti più ampi della sinistra e figurazioni più libere della destra. Del ragtime trovi spesso uno spartito pubblicato; dello stride di solito esiste solo la registrazione, ed è proprio in quel caso che serve trascrivere.
L’IA può trascrivere il ragtime e il pianoforte stride?
Sì, ma il risultato va rivisto. Uno strumento per trascrivere il pianoforte polifonico come Songscription può ricavare da una registrazione una prima bozza di spartito, con le due mani su due righi. In uno stile così fitto è già una buona parte del lavoro. Poi metti in conto di correggere a orecchio alcune note di basso della sinistra, qualche ottava e i dettagli delle sincopi. L’IA trascrive rapidamente gran parte delle note; per completare il lavoro serve il tuo orecchio.
Come trascrivo correttamente il disegno della mano sinistra nello stride?
Trascrivi separatamente le due parti del disegno della sinistra. Trova prima le note di basso sul primo e sul terzo movimento, che di solito alternano fondamentale e quinta, poi gli accordi sul secondo e sul quarto. Rallentare la registrazione senza cambiare l’altezza delle note aiuta a sentire il basso sotto l’accordo. Controlla anche il registro: nello stride il basso si trova spesso sotto il rigo, e una nota trascritta un’ottava troppo in alto è l’errore più comune da correggere.
Considerazioni finali
Molte delle esecuzioni stride e ragtime più interessanti non sono mai state riportate con precisione su carta.
Se affidi a uno strumento la prima bozza della trama a due mani, il lavoro a orecchio diventa una revisione. Puoi concentrare l’ascolto sul registro del basso, sul voicing esatto e sullo swing, invece di ricostruire ogni nota da zero.