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Come studiare il pianoforte a mani separate

Studiare a mani separate è il consiglio più antico nell’insegnamento del pianoforte, ma spesso viene applicato male. Funziona se sai quando smettere; diventa un ostacolo se studi sempre e soltanto così.

Studio del pianoforte a mani separate: le parti della mano destra e della mano sinistra di un passaggio, studiate singolarmente prima di unirle

Per studiare il pianoforte a mani separate, prendi una sezione breve e impara la parte di ciascuna mano finché riesci a suonarla correttamente a un tempo lento. Poi unisci le mani a un tempo ancora più lento e aumenta la velocità suonando con entrambe. Il metodo funziona perché divide un compito difficile in due più facili. Diventa un ostacolo quando continui troppo a lungo a mani separate: per imparare a coordinarle devi suonare con entrambe.

Studiare a mani separate e poi a mani unite è il consiglio più comune nell’insegnamento del pianoforte. Nei testi in inglese trovi spesso le sigle HS, da “hands separately”, e HT, da “hands together”. Quasi tutti gli insegnanti usano questo approccio in qualche forma. Chuan C. Chang ne ha fatto il centro del suo libro gratuito Fundamentals of Piano Practice, che circola molto online. La reputazione è meritata, però il metodo viene applicato male abbastanza spesso da lasciare molti pianisti con due parti ben imparate che, insieme, non vengono.

Produciamo Songscription e il nostro team sviluppa anche Anything Piano.

Perché studiare a mani separate funziona?

Studiare a mani separate riduce il numero di cose che chiedi al cervello di fare contemporaneamente. Con una sola mano puoi dedicare tutta l’attenzione alle note, alla diteggiatura e al ritmo di una parte. Con due mani l’attenzione si divide, gli errori aumentano e rischi di ripeterli in entrambe le parti senza correggerli.

Studiare una mano alla volta fa anche capire quale delle due crea davvero il problema. Molti pianisti attribuiscono la difficoltà di un passaggio alla coordinazione, quando in realtà una mano non conosce ancora bene le note. Se provi le parti separatamente, te ne accorgi nel giro di un minuto.

Puoi anche suonare la parte più difficile a una velocità che non raggiungeresti con le mani unite. Alcuni problemi di diteggiatura e di posizione della mano emergono solo quando acceleri. Una sequenza di note che viene bene a metà velocità può richiedere una diteggiatura diversa alla velocità prevista, e con una sola mano lo scopri con meno lavoro.

Quando studiare a mani separate diventa un ostacolo?

Diventa un ostacolo quando non sai quando passare alle mani unite. Se perfezioni ciascuna parte per settimane e poi provi a unirle, scopri di dover imparare a fare qualcosa che non hai ancora studiato. Succede anche nei brani in cui le mani dipendono l’una dall’altra per il ritmo, perché la difficoltà principale sta proprio nel modo in cui si incastrano.

Il primo caso è il più comune. Ciascuna mano suona ormai con scioltezza e quasi senza pensarci, ma unirle dà la sensazione di ricominciare il brano da capo. Il lavoro fatto resta utile, però quella sensazione indica che avresti dovuto unirle qualche giorno prima.

Il secondo caso dipende dalla musica. Alcuni passaggi hanno senso solo quando li senti per intero: una melodia che passa da una mano all’altra, un accompagnamento stride alla sinistra con una destra sincopata, oppure un ritmo ragtime o latino in cui gli attacchi delle mani cadono volutamente in momenti diversi. Studiando ogni mano da sola impari le sue note, ma non il rapporto ritmico tra le parti. In questi passaggi conviene dedicare poco tempo alle mani separate e iniziare presto a suonare con entrambe lentamente.

C’è poi il tempo che ci spendi. Suonare con una sola mano già sicura è piacevole, perché viene bene. È anche lo studio che ti fa avanzare di meno.

Come studiare una sezione, passo per passo

Lavora su una sezione breve alla volta, da circa quattro a otto battute. Impara prima la parte più difficile, poi quella più facile. Unisci le mani a un tempo più lento di quello raggiunto con ciascuna da sola e aumenta la velocità per gradi. Passa alla sezione successiva solo quando questa viene senza errori con entrambe le mani.

  1. Scegli la sezione e decidi la diteggiatura. Se usi uno spartito, scrivi i numeri delle dita. La guida ai numeri delle dita al pianoforte spiega come funzionano, mentre il generatore di diteggiature per pianoforte aggiunge automaticamente allo spartito una diteggiatura suggerita. In Anything Piano puoi attivare la visualizzazione dei numeri delle dita sul piano roll.
  2. Suona lentamente la parte più difficile con una sola mano. Usa sempre la stessa diteggiatura. Fermati quando riesci a suonarla correttamente due volte di seguito.
  3. Studia la parte più facile con una sola mano. Di solito è quella della sinistra e richiede meno tempo. Non saltarla perché sembra semplice.
  4. Aumenta un po’ la velocità con ciascuna mano separatamente. Controlla che la diteggiatura funzioni ancora quando ti avvicini al tempo che vuoi raggiungere. Se non funziona, cambiala adesso.
  5. Unisci le mani a un tempo più lento di quello raggiunto con ciascuna da sola. Parti, per esempio, dalla metà della velocità raggiunta con la mano più lenta.
  6. Se il passaggio non viene a mani unite, accorcialo. Suona con entrambe per un movimento, poi per due, poi per una battuta.
  7. Aumenta il tempo a mani unite per gradi. Accelera solo quando la sezione viene senza errori due volte di seguito alla velocità attuale.
  8. Collega la sezione a quella precedente. Includi una battuta della sezione precedente, così studi anche il raccordo. Trovi altre indicazioni nella guida su come imparare un brano una sezione alla volta.

A quale velocità studiare in ogni fase?

Ogni fase ha un obiettivo e un tempo adatto. A mani separate parti lentamente e puoi arrivare a superare il tempo che vuoi raggiungere con le mani unite. Quando unisci le mani, invece, parti sempre più lentamente di quanto suonavi con ciascuna da sola. Nella tabella le velocità sono indicate rispetto al tempo che vuoi raggiungere: un valore di metronomo preciso dipende dal brano.

Fasi dello studio del pianoforte a mani separate e unite, con l’obiettivo di ciascuna fase e la velocità di partenza rispetto al tempo da raggiungere

FaseObiettivoVelocità di partenza
Parte più difficile, una mano solaSuonare le note corrette con una diteggiatura stabileAbbastanza lenta da non fare errori
Parte più facile, una mano solaSuonare le note corrette con una diteggiatura stabileAbbastanza lenta da non fare errori
Ciascuna mano da sola, più veloceVerificare che la diteggiatura funzioni vicino alla velocità previstaVicina al tempo da raggiungere, per poco tempo
Mani unite, frammenti breviFar coincidere correttamente gli attacchi delle due maniMetà della velocità raggiunta con la mano più lenta, o meno
Mani unite, sezione interaSuonare la sezione senza fermarsiLenta, poi aumentata per gradi
Mani unite, raccordo tra sezioniCollegare la sezione a quella precedenteIl tempo raggiunto nella sezione

Come capire quando unire le mani?

Unisci le mani quando ciascuna riesce a suonare la sezione correttamente, con una diteggiatura stabile e a un tempo lento e regolare, per due volte di seguito senza fermarsi. Non serve prima raggiungere la velocità prevista o imparare le parti a memoria. Unirle presto e tornare a una sola mano nei punti che non vengono richiede meno tempo che perfezionare entrambe separatamente.

Conviene usare lo studio a mani separate per correggere un problema, anziché considerarlo una fase da completare una volta per tutte. Dopo aver unito le mani, continua a suonare con entrambe. Se un punto continua a non venire, isola la mano che fa fatica, sistema quelle due o tre note e rimettila subito insieme all’altra. La maggior parte dei pianisti esperti studia quasi sempre così: soprattutto a mani unite, con brevi ritorni alle mani separate su battute precise.

Se ciascuna parte viene bene da sola e non hai ancora provato a unirle, hai già dedicato troppo tempo alle mani separate. Prova a unirle quel giorno, anche se il risultato è ancora incerto.

Studiare una mano alla volta con un’app

La maggior parte delle app per imparare il pianoforte ti fa studiare una mano mentre l’altra parte viene riprodotta automaticamente oppure resta in silenzio. È l’equivalente digitale di coprire metà dello spartito. La differenza principale tra le app riguarda i brani su cui puoi farlo: quelle con corsi usano i brani del proprio catalogo, mentre alcune accettano anche i tuoi.

In Anything Piano puoi scegliere la mano destra, la sinistra o entrambe su qualsiasi brano caricato da un file audio o da un link di YouTube. La parte appare su un piano roll con note che scendono verso la tastiera. Se suoni su un pianoforte acustico, Anything Piano ascolta dal microfono; puoi anche usare una tastiera MIDI. L’app segnala quali note hai suonato correttamente e quali hai sbagliato o saltato. Quando passi alle mani unite, puoi rallentare il brano e ripetere una sezione in ciclo.

Anything Piano divide i brani in parti, così puoi studiare una sezione alla volta e passare alla successiva quando hai finito. Puoi attivare la modalità che ferma lo scorrimento del piano roll finché non suoni la nota corretta, adatta ai primi tentativi lenti a mani separate. Puoi anche mostrare i numeri delle dita sul piano roll per mantenere la stessa diteggiatura a ogni tentativo. Queste funzioni ti aiutano a seguire il percorso descritto sopra anche con brani che non trovi nei cataloghi.

Il limite è che Anything Piano mostra un piano roll, non uno spartito. Se studi su carta, puoi usare gli spartiti facili per pianoforte e gli strumenti di diteggiatura di Songscription.

Domande frequenti

È meglio studiare il pianoforte a mani separate o unite?

Parti a mani separate nei passaggi in cui anche una sola delle due mani fa ancora fatica. Studiando una mano alla volta puoi sistemare note e diteggiatura senza dividere l’attenzione. Poi uniscile presto, appena ciascuna riesce a suonare lentamente il passaggio senza fermarsi. Coordinare le mani richiede uno studio distinto da quello delle singole parti, e lo fai solo quando suoni con entrambe.

Per quanto tempo devo studiare ciascuna mano separatamente?

Fino a quando ciascuna mano riesce a suonare la sezione correttamente, a un tempo lento e regolare, per due volte di seguito senza fermarsi. Per un passaggio breve può bastare una sessione; per uno più fitto possono servire alcuni giorni. Continuare a studiare la parte di una mano ormai sicura fa perdere tempo: a quel punto la difficoltà del brano è coordinare le mani, e per migliorare devi suonare con entrambe.

Perché riesco a suonare con ciascuna mano da sola ma non con entrambe?

Perché con due mani il cervello deve seguire due sequenze contemporaneamente, e devi imparare a coordinarle oltre a conoscere ciascuna parte. Unisci le mani a un tempo molto più lento di quello che raggiungi con ciascuna da sola, a volte la metà o anche meno. Procedi un movimento o una battuta alla volta. Quasi sempre, se ripeti il passaggio, le mani riescono a coordinarsi.

C’è un’app per studiare una mano alla volta?

Sì. In Anything Piano puoi studiare con la mano destra, con la sinistra o con entrambe su qualsiasi brano caricato da una registrazione o da un link di YouTube. L’app ascolta dal microfono e ti mostra quali note hai suonato correttamente e quali hai sbagliato o saltato. Anche la maggior parte delle app con corsi, come Simply Piano e flowkey, permette di studiare a mani separate sui brani del proprio catalogo.

Considerazioni finali

Dopo qualche settimana di questo lavoro, noterai che dedichi sempre meno tempo alle mani separate: è il segnale più chiaro che il metodo sta funzionando. La guida su quanto studiare il pianoforte ogni giorno spiega quanto tempo dedicare allo studio.

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Songscription trasforma qualsiasi registrazione in spartiti, MIDI e tablature. Questo articolo è scritto dai musicisti e dagli ingegneri che stanno costruendo gli strumenti che avremmo voluto avere. Prendiamo sul serio le note e ancora di più i giochi di parole: scusaci in anticipo se qualche battuta stona.

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