TutorialMIDISongscription•9 minuti di lettura

Come trascrivere in MIDI i beat lofi e i beat con campioni

Il suono lofi è volutamente degradato, e questo complica la conversione da audio a MIDI. Puoi comunque ottenere note MIDI pulite e modificabili, anche tra crepitii, oscillazioni d’intonazione e filtri.

Trascrizione in MIDI di beat lofi e beat con campioni, con estrazione di accordi e melodia tra crepitii del vinile e filtri marcati

Nei beat lofi si cerca il suono di una registrazione copiata da un’altra registrazione: il crepitio del vinile, le oscillazioni del nastro, un filtro passa basso che taglia gli acuti, la batteria dietro una coltre di polvere. È proprio questo suono a piacere, ma rende anche più difficile convertire il beat in MIDI. Gli accordi, la melodia e il basso che interessano a chi produce sono sotto uno strato di suono volutamente degradato, fatto per sfumarne i contorni.

Puoi comunque ricavarne una parte MIDI pulita. Con quelle note puoi studiare l’armonia del beat, ricostruirlo con i tuoi suoni oppure risuonare un’idea campionata per creare un’interpolazione. Per ottenere un MIDI utilizzabile, conviene capire quali elementi del suono lofi ostacolano il riconoscimento delle note e quali correzioni fare dopo la conversione.

Perché convertire un beat in MIDI

In una registrazione audio le note sono già fissate: cambiare un accordo, sostituire uno strumento o trasporre il beat introduce artefatti. Nel MIDI ogni nota è modificabile. Puoi spostarla, cambiarne l’altezza o farla suonare con un altro suono. Chi produce lo usa per studiare l’armonia esatta di un beat di riferimento, ricostruire in modo pulito un’idea ancora grezza e creare un’interpolazione. In quest’ultimo caso risuoni una parte campionata con i tuoi strumenti. Ne conservi il carattere senza usare il master originale.

L’interpolazione può aiutarti a evitare di dover ottenere l’autorizzazione per una registrazione sonora. La composizione, però, potrebbe essere ancora protetta: ricreare in MIDI la melodia di qualcun altro non ti dà automaticamente il diritto di usarla. Prima di pubblicare, verifica quali diritti devi rispettare nel tuo caso. Nell’articolo sugli strumenti musicali con IA per chi produce trovi anche come usare questa tecnica mentre lavori a un brano.

Perché il lofi complica la conversione da audio a MIDI

Per convertire l’audio in MIDI bisogna rilevare l’altezza delle note e il momento in cui iniziano. Il lofi altera di proposito proprio questi segnali. Il crepitio del vinile e il fruscio del nastro aggiungono rumore a banda larga che si sovrappone alle note. Wow e flutter, le oscillazioni d’intonazione dei nastri invecchiati e dei dischi non centrati, fanno variare leggermente l’altezza: anche una nota tenuta si muove attorno alla sua intonazione corretta. Il filtro passa basso attenua gli armonici superiori che aiutano a riconoscere la fondamentale. Con il pumping del sidechain, il volume si abbassa a ogni colpo di cassa e poi risale. Questo altera il punto in cui le note sembrano iniziare e finire.

La conversione funziona anche con questi effetti, ma il MIDI appena ottenuto richiede qualche correzione in più rispetto a quello ricavato da una registrazione pulita. Di solito si tratta di quantizzare le note fuori tempo e correggere qualche ottava o nota fuori intonazione. Sapere quali informazioni contiene il MIDI aiuta a capire queste correzioni; trovi una spiegazione nell’articolo su che cos’è il MIDI.

Passaggio 1: converti senza separare gli stem

Puoi partire dal beat intero. I modelli di Songscription riescono a estrarre direttamente le parti con note di altezza definita, cioè accordi, melodia e basso, senza dover prima separare gli stem. Carica quindi il beat così com’è, con crepitii, batteria e sidechain: puoi ottenere un MIDI utilizzabile senza aggiungere un altro strumento al processo.

La separazione degli stem resta un’opzione. Se vuoi il groove della batteria come parte ritmica a sé, trascrivilo separatamente; trovi i dettagli nella guida alla trascrizione della batteria con l’IA. Per ricavare le note di accordi, melodia e basso, invece, puoi passare direttamente dal beat intero al MIDI.

Passaggio 2: converti l’audio in MIDI

Converti il beat con uno strumento come Songscription, che riconosce anche materiale polifonico. Un accordo viene quindi trascritto con le singole note che lo compongono. Nel lofi spesso cerchi proprio i voicing ricchi, di gusto jazz: un convertitore monofonico ridurrebbe un accordo di settima a una sola nota. Perderesti la disposizione delle note che ti interessava.

Ottieni note MIDI con altezza, posizione nel tempo e velocity, che puoi esportare e importare in qualsiasi DAW. Per lavorare su un singolo file, la guida alla conversione di un MP3 in MIDI spiega i passaggi. La guida completa alla conversione da audio a MIDI approfondisce le scelte da fare durante la conversione.

Passaggio 3: correggi il MIDI

Nel MIDI ricavato dal lofi ci sono soprattutto tre tipi di errori da correggere. Per gli attacchi, usa una quantizzazione leggera: rimetti a tempo le note spostate da wow, flutter e sidechain senza cancellare lo swing rilassato che dà al lofi il suo carattere umano. Per le ottave, controlla in particolare il basso. Quando il filtro passa basso rende il suono ovattato, la fondamentale viene a volte riconosciuta un’ottava sopra o sotto. Per l’intonazione, se l’altezza oscillava nella registrazione, riporta le note fuori posto all’altezza corretta più vicina. La guida a come correggere il MIDI dopo la conversione approfondisce tutti e tre gli interventi.

Lavora in un editor piano roll, dove puoi vedere l’altezza e la posizione delle note nel tempo. Un’ottava sbagliata o una nota fuori griglia si riconoscono a colpo d’occhio. Anche chi produce senza leggere uno spartito si trova a proprio agio qui: modifica il MIDI nella griglia che usa già.

Passaggio 4: usa il MIDI nella tua DAW

Una volta corretto il MIDI, puoi lavorare sul beat nota per nota. Assegna gli accordi al tuo Rhodes o pianoforte, risuona il basso con un suono diverso, trasponi tutto per adattarlo meglio a una voce oppure taglia e riordina la progressione. La guida a come importare un MIDI in una DAW spiega come portarlo in Ableton, FL Studio o Logic.

Se ti serve anche uno spartito, per esempio per dare una parte a chi suonerà in una sessione, puoi ottenerlo dalla stessa trascrizione insieme al MIDI. Nell’articolo su come ricreare i suoni con la conversione da audio a MIDI trovi esempi di come chi produce usa questa tecnica nel sound design. La pagina da audio a MIDI è il punto da cui avviare la conversione.

Domande frequenti

Si può convertire un beat lofi in MIDI?

Sì, e non devi prima separare gli stem, cioè le tracce audio separate. Songscription riesce a lavorare sul beat intero ed estrarre direttamente accordi, melodia e basso, senza uno strumento per separare gli stem. Il crepitio del vinile, le oscillazioni del nastro e i filtri marcati complicano un po’ la conversione: aspettati di dover quantizzare le note e correggere qualche ottava. Gli accordi e la melodia, però, vengono trascritti bene.

Perché è più difficile convertire la musica lofi in MIDI?

Il suono lofi è volutamente degradato. Il crepitio del vinile e il fruscio del nastro aggiungono rumore; wow e flutter fanno oscillare leggermente l’intonazione; il filtro passa basso attenua gli armonici acuti su cui si basa il rilevamento dell’altezza; il pumping del sidechain altera gli attacchi e le durate delle note. La conversione resta possibile, ma il MIDI appena ottenuto richiede qualche correzione in più rispetto a quello ricavato da una registrazione pulita fatta in studio.

Come puoi usare la conversione da audio a MIDI se produci beat con campioni?

Soprattutto per due scopi. Il primo è studiare e ricostruire: converti un campione o un beat di riferimento in MIDI per vedere gli accordi e la melodia esatti, poi li risuoni con i tuoi suoni. Il secondo è creare un’interpolazione: ricostruire in MIDI una parte campionata e risuonarla con strumenti propri è una pratica comune per conservarne il carattere senza usare la registrazione originale. Può aiutarti a evitare di dover ottenere l’autorizzazione per quella registrazione. Verifica comunque quali diritti devi rispettare nel tuo caso, perché la composizione potrebbe essere ancora protetta.

Devo separare la batteria prima di convertire un beat in MIDI?

No. Songscription lavora sul beat intero ed estrae direttamente le parti con note di altezza definita, come il campione melodico, gli accordi e il basso. Non serve quindi separare gli stem prima della conversione. Puoi farlo se vuoi isolare le parti melodiche. Se invece vuoi il pattern di batteria da solo, puoi trascriverlo separatamente come parte ritmica.

Considerazioni finali

Se riesci a ricavare un MIDI pulito da un beat dal suono polveroso, filtrato e con l’intonazione che oscilla, puoi ricavarlo da quasi qualsiasi registrazione. Il lavoro resta breve, senza una fase di separazione degli stem da preparare tra un passaggio e l’altro.

Prima, trasformare un beat in note modificabili richiedeva di risuonarlo a orecchio. Ora basta una conversione e questo passaggio ormai rallenta ben poco la produzione. Una volta ottenuta la progressione in MIDI, resta da decidere come usarla: scegliere i suoni, risuonarla o cambiarne la struttura.

Informazioni sull’autore

Songscription

Scritto da

Songscription

Creato da musicisti, per musicisti

Songscription trasforma qualsiasi registrazione in spartiti, MIDI e tablature. Questo articolo è scritto dai musicisti e dagli ingegneri che stanno costruendo gli strumenti che avremmo voluto avere. Prendiamo sul serio le note e ancora di più i giochi di parole: scusaci in anticipo se qualche battuta stona.

Conosci il team

Leggi altri articoli sugli stessi argomenti.