Questo articolo fa parte della nostra guida su come arrangiare una canzone per qualsiasi strumento.
Scrivi pensando a chi suonerà
Prima di scrivere una sola nota, decidi a chi è destinato il brano. Uno spartito per un bambino alle prime armi è molto diverso da uno per una persona adulta che riprende a studiare, anche se entrambi rientrano nel livello “principiante”. Deciderlo subito ti aiuta a mantenere coerenti le scelte di notazione dall’inizio alla fine.
Per chi comincia
Anche tra i principianti le esigenze cambiano parecchio. A un bambino che ha appena iniziato possono servire i nomi delle note dentro le teste di nota, posizioni della mano che non superino mai l’intervallo di quinta e un rigo un po’ più grande. Una persona adulta con poca esperienza di solito riesce a gestire qualcosa in più. Prima di cominciare, chiediti:
- Servono i nomi delle note dentro le teste di nota?
- Il rigo deve essere più grande del normale?
- Sarebbe utile suggerire le diteggiature?
- Conviene inserire i simboli di accordo?
- Quali articolazioni vanno indicate, se ne servono?
- Chi suona riesce a leggere senza difficoltà note di durata inferiore alla croma?
- Quante note può suonare contemporaneamente con ciascuna mano?
- Quanto può essere complessa la coordinazione tra le mani?
- Qual è l’intervallo più ampio che riesce a raggiungere comodamente?
- Ci saranno anche i versi?
Le risposte cambiano in base alla persona per cui scrivi. Più ne conosci le esigenze, più sarà facile scegliere.
Per chi è a un livello intermedio
Qui entrano in gioco altri aspetti. Il confine tra “principiante” e “intermedio” non è netto. Per definire il livello del brano, guarda quali elementi musicali inserisci: ritmi più complessi, uso espressivo del pedale, ornamenti, simboli di accordo più dettagliati. Ognuno alza un po’ la difficoltà. Il livello si riconosce da quello che c’è sulla pagina, più che dagli anni di studio di chi suona.
Aggiungere i versi
I versi aiutano chi comincia a collegare la notazione a una canzone che conosce già. Sono anche un riferimento per ritrovare il punto quando si perde il filo, a qualsiasi livello. Negli spartiti per pianoforte solo, vanno tra i due righi. Se il brano ha più strofe, limita le linee di versi sotto le note: due sono già sufficienti. Se ne aggiungi altre, i righi si allontanano troppo e la lettura diventa scomoda. Le altre strofe possono andare alla fine del brano.


Segui queste convenzioni:
- Quando una sola sillaba si canta su più note, aggiungi una legatura di portamento sopra quelle note.
- Separa con un trattino le sillabe di una stessa parola.
- Quando una sillaba, anche quella finale di una parola, prosegue su più note, usa una linea di estensione per indicare il melisma.
Indicazioni del pedale di risonanza
Nella musica per pianoforte si possono distinguere, a grandi linee, due modi di trattare il suono. In uno, il pedale di risonanza lo rende pieno e lega le note tra loro; nell’altro, si sentono solo le note di cui si tengono premuti i tasti. Le indicazioni del pedale dipendono dal suono che cerchi e dai punti in cui vuoi cambiarlo.
Le indicazioni precise servono soprattutto a chi sta imparando a usare il pedale. Chi ha esperienza spesso capisce da sé quando premerlo e quando rilasciarlo; chi ne ha meno trova utile vedere quei momenti segnati sullo spartito.


Per chi suona da più tempo, spesso funzionano meglio le indicazioni testuali, senza segnare ogni movimento del pedale. Puoi lasciare la prima accollatura senza indicazioni, per far capire che va suonata senza pedale. Nella seconda, indica i cambi di pedale a ogni cambio di accordo; nella terza, ripeti lo stesso schema. Poi scrivi “Ped. sim.” per indicare di proseguire allo stesso modo. Quando lo schema è chiaro, non serve riempire la pagina di segni.

Puoi incontrare queste indicazioni:
- Con pedale: usa il pedale di risonanza, senza indicazioni precise sui punti in cui premerlo o rilasciarlo.
- Senza pedale: non usare il pedale. È utile dopo un passaggio con il pedale o quando gli arpeggi con legature di portamento potrebbero far pensare che vada usato.
- With pedal: è l’alternativa inglese a “Con pedale”, sempre più comune nelle pubblicazioni contemporanee.
I programmi di notazione richiedono spesso le indicazioni del pedale per riprodurre correttamente il brano, anche quando non vuoi stamparle. In quel caso, nascondile nello spartito finale.
Usare le legature di portamento
Le legature di portamento indicano scelte precise di fraseggio o mettono in evidenza una linea melodica. Se le aggiungi senza criterio, però, la pagina si riempie in fretta. Nell’esecuzione pianistica moderna si tende già a suonare legato, quindi non serve coprire un passaggio di legature di portamento per chiedere di collegare le note.
Mentre lavori al brano, controlla ogni tanto se ciascuna legatura di portamento aiuta davvero chi suona o se rende solo più affollato lo spartito. Una volta chiarito uno schema di fraseggio, spesso puoi evitare di indicarlo a ogni ripetizione.
Considerazioni finali
Puoi scrivere buoni spartiti per pianoforte anche senza saperlo suonare benissimo. Una buona conoscenza della notazione e l’attenzione alle scelte che rendono leggibile uno spartito ti aiutano più della sola abilità al pianoforte.
Studia gli arrangiamenti che apprezzi e guarda quali scelte li rendono adatti a chi li suona e facili da leggere. Puoi usare nei tuoi arrangiamenti le scelte che funzionano ed evitare quelle che non funzionano. Il tuo modo di scrivere prenderà forma nel tempo a partire da dettagli che hai notato davvero, invece che da soli principi generali.
Domande frequenti
Come si scrive uno spartito per pianoforte?
Decidi prima per chi scrivi: un brano per un bambino alle prime armi è molto diverso da uno per una persona adulta che riprende a studiare. Scegli poi la dimensione del rigo, le diteggiature, le articolazioni, le indicazioni del pedale e i versi in modo coerente con le esigenze di chi suona. Per scrivere un buon spartito per pianoforte non serve saper suonare benissimo: contano di più una buona conoscenza della notazione e l’attenzione alla leggibilità.
Come si aggiungono i versi a uno spartito per pianoforte?
Negli spartiti per pianoforte solo, i versi vanno tra i due righi. Mostra al massimo un paio di linee di versi, altrimenti i righi si allontanano troppo e diventano scomodi da leggere. Metti le altre strofe alla fine del brano. Quando una sillaba si canta su più note, aggiungi una legatura di portamento. Separa con un trattino le sillabe di una stessa parola e usa una linea di estensione quando una sillaba prosegue su più note.
Quando conviene indicare il pedale di risonanza?
Le indicazioni precise del pedale di risonanza servono soprattutto a chi sta imparando a usarlo: mostrano quando premerlo e quando rilasciarlo. Per chi ha più esperienza, spesso bastano indicazioni testuali come “Con pedale” o “Ped. sim.”, senza segnare ogni movimento. Alcuni programmi di notazione richiedono però le indicazioni del pedale per riprodurre correttamente il brano, anche quando non vuoi stamparle. In quel caso, nascondile nello spartito finale.