RisorseSpartitiAndrew Carlins•10 minuti di lettura

Come leggere uno spartito: guida pratica per chi comincia da adulto

Puoi imparare a leggere la musica anche senza aver preso lezioni da bambino. Parti dal pentagramma e dai nomi delle note, poi passa al ritmo e all’armatura di chiave. Per le canzoni che conosci già c’è una strada più rapida.

Lettura dello spartito per chi impara da adulto: pentagramma, nomi delle note, ritmo, tempo in chiave e armatura di chiave spiegati con esempi pratici

Questo articolo fa parte del nostro glossario della notazione musicale.

Per leggere uno spartito metti insieme alcune nozioni. La posizione di una nota ne indica l’altezza, la forma ne indica la durata e i segni all’inizio del rigo danno informazioni sulla tonalità e sui movimenti. Imparale una alla volta: quei puntini sulla pagina cominceranno ad avere un senso. Gli adulti spesso imparano più in fretta dei bambini, perché possono ragionare sugli schemi invece di ripeterli fino a memorizzarli.

Conviene partire dall’altezza delle note, passare al ritmo e poi aggiungere l’armatura di chiave e il tempo in chiave. Non servono per forza un insegnante o anni di lezioni. Servono sessioni brevi e regolari, possibilmente su canzoni che conosci già.

Il pentagramma e l’altezza delle note

Si scrive la musica su un pentagramma, formato da cinque linee orizzontali e quattro spazi. La posizione verticale della nota ne indica l’altezza: più in alto sta la nota, più acuto è il suono; più in basso sta, più grave è il suono.

All’inizio del pentagramma trovi la chiave, il simbolo che stabilisce quali note corrispondono alle linee e agli spazi. La chiave di Sol, detta anche chiave di violino, si usa per le note più acute: quelle della mano destra al pianoforte e gran parte dell’estensione del flauto o del violino. La chiave di Fa, detta anche chiave di basso, si usa per le note più gravi: quelle della mano sinistra al pianoforte, del basso o del violoncello. Negli spartiti per pianoforte si usano entrambe, una sopra l’altra, su due pentagrammi uniti.

I nomi delle note

Le note sono sette e si ripetono salendo: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Nel sistema internazionale si usano le lettere da A a G: A è La, B è Si, C è Do, D è Re, E è Mi, F è Fa e G è Sol.

In chiave di violino, i quattro spazi dal basso verso l’alto corrispondono a Fa, La, Do, Mi. Con i nomi in lettere formano la parola inglese “FACE”, spesso usata per ricordarli. Sulle cinque linee, sempre dal basso, trovi Mi, Sol, Si, Re, Fa, cioè E, G, B, D, F. Generazioni di studenti di lingua inglese le hanno memorizzate con le iniziali della frase “Every Good Boy Does Fine”.

In chiave di basso, sulle linee trovi Sol, Si, Re, Fa, La, cioè G, B, D, F, A. La frase inglese usata per ricordarle è “Good Boys Do Fine Always”. Negli spazi trovi La, Do, Mi, Sol, cioè A, C, E, G. Per ricordare queste note si usa la frase “All Cows Eat Grass”. Non serve imparare tutto a memoria prima di suonare una nota. Parti da poche note di riferimento che riconosci subito e conta da lì verso l’alto o verso il basso. La velocità arriva leggendo, più che ripassando schede da memorizzare.

Il ritmo: quanto dura ogni nota

La posizione indica l’altezza, la forma indica la durata. Chi studia da solo spesso impara i nomi delle note e poi va a intuito con le durate. Il ritmo dà alla sequenza di altezze il suo senso musicale.

Ogni valore dura la metà del precedente. La semibreve è la nota lunga; la minima dura la metà, la semiminima ancora la metà, la croma la metà della semiminima, e così via. Le riconosci dalla forma: la semibreve è un ovale vuoto, la minima ha anche un gambo, la semiminima ha l’ovale pieno. Le crome e le note più brevi hanno bandierine oppure tratti d’unione. Il modo in cui si raggruppano i tratti d’unione fa parte della preparazione grafica dello spartito: anche per questo uno spartito ben stampato è più facile da leggere.

In tempo comune, cioè in 4/4, i valori sono questi:

  • La semibreve dura quattro movimenti.
  • La minima dura due movimenti.
  • La semiminima dura un movimento, di solito la pulsazione regolare che segui con il piede.
  • La croma dura mezzo movimento: due crome occupano il tempo di una semiminima.
  • Le pause indicano silenzi delle stesse durate. Durante una pausa continui a contare senza suonare: rispettarla conta quanto eseguire una nota.

Prendi l’abitudine di contare ad alta voce mentre suoni, anche molto lentamente. Per le semiminime conta “uno, due, tre, quattro”; per le crome “uno e, due e”. Quando riesci a contare con sicurezza, aggiungi il metronomo. Quasi tutti i problemi di ritmo di chi comincia risalgono al fatto di non contare, quindi conta in ogni sessione.

Tempo in chiave e battute

Le linee verticali che attraversano il pentagramma, chiamate stanghette di misura, lo dividono in battute. Ogni battuta contiene lo stesso numero di movimenti: il tempo in chiave all’inizio del brano ti dice quanti. Assomiglia a una frazione. Il numero sopra indica quanti movimenti ci sono nella battuta; quello sotto indica il valore della nota che vale un movimento.

Il più comune è il 4/4, con quattro movimenti di semiminima per battuta. È così frequente che spesso si scrive con il simbolo C. I valzer sono in 3/4, con tre movimenti per battuta e il caratteristico andamento “uno, due, tre”. Quando senti dove cade il primo movimento, le stanghette ti aiutano a seguire la pulsazione del brano.

Diesis, bemolli e armatura di chiave

Tra molte delle sette note ci sono altezze intermedie, che sul pianoforte corrispondono ai tasti neri. Un diesis alza la nota di un semitono; un bemolle la abbassa di un semitono. Quando uno di questi segni compare subito prima di una nota, vale per il resto della battuta.

Per evitare di scrivere ogni diesis o bemolle accanto a ogni nota, si raccolgono le alterazioni usate nel brano nell’armatura di chiave, subito dopo la chiave. Un’armatura con un diesis indica che tutti i Fa vanno suonati come Fa diesis, salvo indicazioni diverse. All’inizio è un’altra cosa da memorizzare. Poi impari le due o tre tonalità dei brani che suoni e ritrovi la stessa logica anche nelle altre.

Per imparare da adulto, leggi le canzoni che conosci già

Molti metodi tralasciano questa possibilità: per leggere con scioltezza più in fretta, usa le canzoni che conosci già a orecchio. Se senti nella testa la nota successiva prima di suonarla, leggere il simbolo serve a verificare quello che ti aspetti. Non devi decifrare tutto da zero. L’orecchio ti guida e gli occhi imparano a seguirlo. Funziona particolarmente bene se stai riprendendo a suonare il pianoforte da adulto e hai perso un po’ di dimestichezza con la lettura.

La difficoltà è sempre stata trovare uno spartito accurato proprio delle canzoni che hai in testa. Con la trascrizione tramite IA puoi partire dalla registrazione. Invece di cercare un arrangiamento che magari non esiste, puoi generare una trascrizione chiara di una registrazione che ami e seguirne lo spartito. La nostra guida su come trasformare una canzone in uno spartito spiega tutti i passaggi.

Songscription apre anche ogni trascrizione in un piano roll, una griglia in cui la posizione verticale indica l’altezza e la lunghezza indica la durata. Vedere la stessa musica sul pentagramma e sulla griglia aiuta a collegare simbolo e suono più in fretta che usando una sola delle due visualizzazioni. Se un brano è troppo difficile da leggere, puoi semplificarlo fino a ottenere una versione che riesci già a suonare.

Come organizzare lo studio

La lettura si allena. Brevi sessioni quotidiane funzionano meglio di un’unica lunga sessione alla settimana. Se cominci da adulto, puoi organizzarti così:

  • Dedica cinque minuti ai nomi delle note. Indica una nota, pronuncia il suo nome e passa alla successiva. Cerca la rapidità, senza pretendere la perfezione.
  • Fai dieci minuti di lettura lenta. Suona un brano semplice a un tempo molto più lento di quello indicato, conta ad alta voce e fermati a correggere gli errori invece di proseguire.
  • Chiudi con una canzone che conosci. Seguine lo spartito: alla fine della sessione ritrovi sulla pagina musica che riconosci anche all’ascolto.

Venti minuti al giorno, quasi tutti i giorni, ti portano più avanti in un mese di una lunga sessione una volta alla settimana. All’inizio lavori per rendere automatica la lettura. Poi puoi dedicare più attenzione a come suoni.

Domande frequenti

Si può imparare a leggere uno spartito da adulti?

Sì, e spesso gli adulti imparano più in fretta dei bambini, perché possono ragionare sugli schemi invece di memorizzarli a forza di ripetizioni. Per leggere la musica servono alcune nozioni: pentagramma, nomi delle note, ritmo e armatura di chiave. Affrontale una alla volta e studia sulle canzoni che conosci già a orecchio. Con un lavoro regolare, si parla di settimane anziché di anni.

Quanto tempo serve per imparare a leggere uno spartito?

La maggior parte degli adulti che comincia riesce a leggere melodie semplici dopo qualche settimana di brevi sessioni regolari. Per leggere con una certa sicurezza brani di livello iniziale o intermedio servono in genere alcuni mesi. Leggere a prima vista al tempo del brano richiede più tempo e molta lettura. Il ritmo dei progressi dipende molto più dallo studio quotidiano che dal talento.

Qual è il modo più facile per cominciare a leggere la musica?

Parti da una canzone che conosci già a orecchio e segui lo spartito mentre l’ascolti. Se riesci a sentire nella testa la nota che dovrebbe venire dopo, riconoscere il simbolo è molto più facile: verifichi qualcosa che hai già intuito, invece di decifrarlo da zero. Una trascrizione chiara di una canzone familiare ti dà proprio questo materiale su cui studiare.

Devo saper leggere la musica per suonare uno strumento?

Non è necessario. Molti musicisti esperti suonano a orecchio, leggono le sigle degli accordi o usano la tablatura. Leggere la notazione tradizionale è una delle risorse a disposizione. Serve soprattutto per eseguire un brano esattamente come è scritto, suonare con altri musicisti che hanno una formazione musicale o imparare musica di cui non trovi una registrazione. Per molte persone funziona meglio combinare queste capacità che affidarsi a una sola.

Informazioni sull’autore

Andrew Carlins

Scritto da

Andrew Carlins

Cofondatore e CEO di Songscription

Andrew ha fondato Songscription a Stanford insieme ad alcuni altri musicisti, stanchi di non trovare gli spartiti dei brani che volevano suonare. È cresciuto suonando il pianoforte e il sassofono baritono ed esibendosi nei musical. Non si esibisce da anni, ma gli piace pensare di saperci ancora fare. Scrive di come passare dalla registrazione di un brano allo spartito.

Conosci il team

Leggi altri articoli sugli stessi argomenti.