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Che cos’è un’alterazione? Diesis, bemolli e bequadri

Un’alterazione è un diesis, un bemolle o un bequadro che alza, abbassa o riporta una nota alla sua altezza naturale. Ogni segno ha un effetto preciso e una durata: conta anche quanto indica l’armatura di chiave.

Le alterazioni nella notazione musicale: i segni di diesis, bemolle e bequadro e il loro effetto su una nota

Un’alterazione è un segno scritto davanti a una nota che ne alza o abbassa l’altezza, oppure annulla un’alterazione precedente, fino alla fine della battuta. I tre segni più comuni sono il diesis, che alza la nota di un semitono, il bemolle, che la abbassa di un semitono, e il bequadro, che annulla un diesis o un bemolle e riporta la nota alla sua altezza naturale. Con questi segni la musica può uscire per un momento dalla tonalità senza cambiare le indicazioni all’inizio del rigo.

Diesis, bemolli e bequadri

Il diesis alza una nota di un semitono, il bemolle la abbassa di un semitono e il bequadro annulla un diesis o un bemolle, riportando la nota alla sua altezza naturale. Sono i tre segni che incontri più spesso. Il diesis ha la forma di un piccolo reticolo e si scrive subito a sinistra della testa di nota: sul pianoforte porta al tasto immediatamente successivo verso l’acuto. Il bemolle assomiglia a una piccola “b” minuscola e porta al tasto immediatamente successivo verso il grave.

Il bequadro annulla l’effetto dell’uno o dell’altro e riporta la nota all’altezza indicata dal suo nome, senza alterazioni. Per questo compare soprattutto quando l’armatura di chiave o un segno precedente avevano già modificato quella nota.

Ci sono anche due segni meno comuni: il doppio diesis alza la nota di due semitoni, cioè di un tono, e il doppio bemolle la abbassa di due semitoni. Li incontri più di rado. Servono a mantenere il nome corretto della nota nelle tonalità in cui un solo diesis o bemolle non basterebbe.

Quanto dura un’alterazione

Un’alterazione vale dal punto in cui compare fino alla fine della battuta, nella stessa ottava. Alla stanghetta di misura il suo effetto termina. Se scrivi un diesis davanti a un fa al primo movimento, anche tutti i fa successivi nella stessa ottava e nella stessa battuta saranno diesis, senza dover ripetere il segno. Nella battuta seguente la nota torna a seguire l’armatura di chiave.

Quando si comincia a leggere la musica, si può sbagliare in due modi opposti. Si può pensare che l’alterazione valga solo per la nota davanti alla quale è scritta e suonare il fa successivo della stessa battuta senza diesis. Oppure si può pensare che valga per tutto il brano e continuare a suonare fa diesis anche dopo la stanghetta, quando il segno non ha più effetto. Per capire dove vale, segui le note con lo stesso nome e nella stessa ottava dal segno fino alla fine della battuta.

Alterazioni e armatura di chiave

L’armatura di chiave indica i diesis o i bemolli che valgono per tutto il brano; un’alterazione davanti a una nota introduce una modifica temporanea. Scritta dopo la chiave, l’armatura dà la regola generale: dice quali note vanno alzate o abbassate ogni volta che compaiono. L’alterazione è un’eccezione a quella regola per la battuta in cui compare. Può portare una nota fuori dalla tonalità per una battuta, oppure annullare temporaneamente un diesis o un bemolle previsto dall’armatura.

Se l’armatura contiene un fa diesis, un bequadro davanti a un fa lo rende fa naturale fino alla fine della battuta. In quel tratto prevale il bequadro, anche se l’armatura indica il diesis. Per capire come si scelgono e si leggono i diesis e i bemolli che valgono per tutto il brano, puoi leggere che cos’è l’armatura di chiave.

Perché la stessa nota può essere diesis o bemolle

Uno stesso tasto nero del pianoforte può prendere il nome della nota più bassa, con un diesis, oppure della nota più alta, con un bemolle. Il nome corretto dipende dalla tonalità e dalla conduzione delle voci, cioè da come si muovono le singole linee melodiche. Per esempio, la nota tra fa e sol si chiama fa diesis se la consideri un fa alzato, sol bemolle se la consideri un sol abbassato.

Le due note hanno lo stesso suono, però sullo spartito i nomi non sono intercambiabili. La tonalità e la direzione della melodia determinano quale nome mantiene leggibile la musica e rispetta la successione dei nomi delle note. La scelta del nome per una stessa altezza si chiama trascrizione enarmonica: ne parliamo più a fondo in note enarmoniche: come funzionano. Tra fa e fa diesis, come tra sol bemolle e sol, la distanza è di un semitono, quindi può aiutarti anche capire come si misurano gli intervalli, spiegati in che cos’è un intervallo musicale.

Perché le alterazioni contano

Con le alterazioni la musica può uscire dalla tonalità senza cambiare l’armatura di chiave. Leggerle correttamente serve a suonare le note all’altezza giusta. Quasi tutti i brani usano, prima o poi, note estranee alla loro tonalità: le alterazioni le indicano sullo spartito nel punto in cui compaiono, e il loro effetto termina alla stanghetta successiva.

Se non vedi un segno o lo applichi oltre il tratto in cui vale, suoni una nota sbagliata. Riconoscere le alterazioni e seguirne l’effetto è quindi una delle abilità di base per leggere uno spartito. Se ci stai ancora lavorando, puoi partire da come leggere uno spartito e consultare il glossario della notazione musicale per gli altri termini che incontri.

Se preferisci affidare la scrittura della musica a Songscription, puoi ricavare dalla tua registrazione uno spartito con le alterazioni corrette e una tonalità adatta. Diesis, bemolli e bequadri vengono scritti dove servono, senza che tu debba inserirli a mano.

Domande frequenti

Che cos’è un’alterazione in musica?

Un’alterazione è un segno scritto davanti a una nota che ne alza o abbassa l’altezza, oppure annulla un’alterazione precedente, fino alla fine della battuta. I tre segni più comuni sono il diesis, che alza la nota di un semitono, il bemolle, che la abbassa di un semitono, e il bequadro, che annulla un diesis o un bemolle e riporta la nota alla sua altezza naturale.

Quanto dura un’alterazione?

Un’alterazione vale dal punto in cui compare fino alla fine della battuta, solo nella stessa ottava. Alla stanghetta di misura il suo effetto termina e la nota torna a seguire l’armatura di chiave. Quando si comincia a leggere la musica, capita di pensare che il segno valga solo per la nota davanti alla quale è scritto, oppure per tutto il brano. In realtà vale anche per le note successive con lo stesso nome e nella stessa ottava, ma solo fino alla fine della battuta.

Che differenza c’è tra un’alterazione e l’armatura di chiave?

L’armatura di chiave indica i diesis o i bemolli che valgono per tutto il brano ed è scritta all’inizio di ogni rigo. Un’alterazione davanti a una nota introduce una modifica per quella battuta: porta una nota fuori dalla tonalità oppure annulla temporaneamente un diesis o un bemolle previsto dall’armatura. L’armatura dà la regola generale, l’alterazione introduce un’eccezione per quella battuta.

Che cos’è il bequadro?

Il bequadro annulla un diesis o un bemolle e riporta la nota alla sua altezza naturale fino alla fine della battuta. Si usa per annullare un’alterazione prevista dall’armatura di chiave o scritta prima nella stessa battuta. La nota si suona quindi alla sua altezza naturale, quella del corrispondente tasto bianco del pianoforte.

Se preferisci affidare la scrittura delle alterazioni a Songscription, puoi trasformare la tua registrazione in uno spartito modificabile, con diesis, bemolli e bequadri al posto giusto e una tonalità adatta. Poi puoi trasporre lo spartito in un’altra tonalità con un clic.

Informazioni sull’autore

Andrew Carlins

Scritto da

Andrew Carlins

Cofondatore e CEO di Songscription

Andrew ha fondato Songscription a Stanford insieme ad alcuni altri musicisti, stanchi di non trovare gli spartiti dei brani che volevano suonare. È cresciuto suonando il pianoforte e il sassofono baritono ed esibendosi nei musical. Non si esibisce da anni, ma gli piace pensare di saperci ancora fare. Scrive di come passare dalla registrazione di un brano allo spartito.

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