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Che cos’è un arpeggio?

In un arpeggio le note di un accordo si suonano una alla volta, anziché tutte insieme. Sul pentagramma si può scrivere in due modi e lo ritrovi ovunque, da Per Elisa agli accompagnamenti pop al pianoforte.

Un arpeggio: le note di un accordo, da suonare una alla volta, scritte in successione sul pentagramma

Un arpeggio è un accordo le cui note si suonano una alla volta, in successione, anziché tutte insieme. Il nome viene dal verbo arpeggiare, cioè suonare come un’arpa. Le note restano quelle dell’accordo, ma si distribuiscono nel tempo. Se suoni do, mi e sol insieme, ottieni un accordo di do maggiore; se suoni le stesse tre note una dopo l’altra, ottieni un arpeggio di do maggiore.

Arpeggio, accordo e scala a confronto

In un accordo le note suonano insieme; in un arpeggio le stesse note suonano una alla volta; in una scala si seguono in ordine le note di una tonalità. L’accordo di do maggiore riunisce do, mi e sol in un solo istante. L’arpeggio di do maggiore usa esattamente le stesse note, ma le distribuisce nel tempo: prima do, poi mi, poi sol. Senti così l’accordo prendere forma una nota alla volta.

La scala segue un altro percorso. Procede per note vicine all’interno di una tonalità e le tocca tutte in ordine: do, re, mi, fa, sol, la, si. L’arpeggio salta le note intermedie perché segue solo quelle dell’accordo. Puoi pensare all’accordo e all’arpeggio come a due modi di presentare la stessa armonia, mentre la scala comprende tutti i gradini della tonalità. Per approfondire gli accordi, leggi l’articolo sui rivolti degli accordi; per le scale, quello su che cos’è una scala in musica.

Come si scrivono gli arpeggi

Un arpeggio si scrive in due modi: con le singole note in successione oppure con le note sovrapposte in un accordo e una linea verticale ondulata accanto. La scrittura per esteso è la più comune. Vedi le note dell’accordo una dopo l’altra, ciascuna con la propria testa di nota e il proprio valore ritmico, e le suoni nell’ordine in cui sono scritte.

La linea ondulata è una forma abbreviata. Il compositore scrive le note come in un normale accordo, poi aggiunge una linea ondulata alla loro sinistra. Il segno indica di suonarle in rapida successione dal basso verso l’alto, anziché attaccarle tutte insieme.

In entrambi i casi l’arpeggio ha una direzione. Un arpeggio ascendente va dalla nota più grave dell’accordo alla più acuta; un arpeggio discendente fa il percorso inverso. Sul pentagramma basta leggere le note in ordine. Se stai ancora imparando, trovi le basi nell’articolo su come leggere uno spartito.

Accordi spezzati e dove si sentono gli arpeggi

Nell’uso comune “accordo spezzato” e “arpeggio” sono quasi sinonimi. C’è però una piccola differenza: un accordo spezzato può ripetere le note o cambiarne l’ordine secondo uno schema, mentre un arpeggio di solito segue le note dell’accordo in ordine. Se ripeti do, sol, mi, sol come accompagnamento, stai suonando un accordo spezzato. Se invece sali da do a mi a sol e continui verso l’acuto, stai suonando un arpeggio in senso stretto. La maggior parte dei musicisti usa i due termini senza fare distinzione, e quando se ne parla la differenza conta di rado.

Una volta riconosciuto il suono, lo senti ovunque. L’inizio di Per Elisa di Beethoven si basa su questo procedimento, e la celebre figura in terzine della Sonata al chiaro di luna è una successione continua di accordi spezzati in arpeggio sotto la melodia. Anche negli accompagnamenti pop al pianoforte si usa lo stesso procedimento: le note di ogni accordo si susseguono, anziché suonare tutte insieme. Il fingerpicking alla chitarra è un altro modo di arpeggiare: tieni la posizione dell’accordo e pizzichi le corde una alla volta con le dita. L’armonia di fondo è una progressione di accordi suonata così. Puoi approfondirla nell’articolo sulle progressioni di accordi.

Come suonare un arpeggio

Scegli un accordo e suona le sue note una alla volta, dal grave all’acuto o viceversa, a intervalli di tempo regolari. Parti dalle note dell’accordo che hai sotto la mano: per do maggiore sono do, mi e sol. Anziché premere i tre tasti insieme, suonali uno dopo l’altro. Mantieni lo stesso intervallo di tempo tra un attacco e l’altro, così la successione scorre senza scatti. Quando il movimento ascendente ti viene con naturalezza, inverti la direzione e torna verso il grave. Poi prova a salire e scendere senza fermarti.

Per suonare l’arpeggio con sicurezza, impara bene l’accordo su cui si basa. Studiane la posizione finché il movimento viene da sé: per arpeggiarlo dovrai suonare in successione note che conosci già.

Riconoscere gli accordi su cui è costruito un brano aiuta a individuare e suonare i suoi arpeggi. Per questo torna utile capire le progressioni di accordi. Se ti serve la definizione di un termine, trovi le voci raccolte nel glossario della notazione musicale.

Domande frequenti

Che cos’è un arpeggio?

Un arpeggio è un accordo le cui note si suonano una alla volta, in successione, anziché tutte insieme. Il nome viene dal verbo “arpeggiare”, cioè suonare come un’arpa. Le note restano quelle dell’accordo, ma si distribuiscono nel tempo.

Che differenza c’è tra un arpeggio e un accordo?

In un accordo le note suonano tutte nello stesso momento. In un arpeggio le stesse note suonano una dopo l’altra. Un accordo di do maggiore e un arpeggio di do maggiore contengono quindi esattamente le stesse note: do, mi e sol. Cambia solo il momento in cui suonano: nell’accordo sono sovrapposte, nell’arpeggio formano una successione.

Un arpeggio è la stessa cosa di un accordo spezzato?

Nell’uso comune i due termini sono quasi sinonimi e molti musicisti li usano senza fare distinzione. C’è però una piccola differenza: un accordo spezzato può ripetere le note o cambiarne l’ordine secondo uno schema, mentre un arpeggio di solito segue le note dell’accordo in ordine, dal grave all’acuto o viceversa. Ogni arpeggio è un accordo spezzato, ma non tutti gli accordi spezzati sono arpeggi in senso stretto.

Che differenza c’è tra un arpeggio e una scala?

Una scala segue in ordine le note di una tonalità. Un arpeggio procede invece per salti, seguendo solo le note di un accordo. La scala di do maggiore è do, re, mi, fa, sol, la, si; l’arpeggio di do maggiore è do, mi, sol. La scala avanza un gradino alla volta; l’arpeggio salta da una nota dell’accordo all’altra.

Se non sai se un passaggio è un arpeggio o un accordo suonato tutto insieme, Songscription trascrive le note della tua registrazione in uno spartito. Puoi vedere se si susseguono nel tempo o sono sovrapposte in un accordo, e leggere le note esatte in entrambi i casi.

Informazioni sull’autore

Andrew Carlins

Scritto da

Andrew Carlins

Cofondatore e CEO di Songscription

Andrew ha fondato Songscription a Stanford insieme ad alcuni altri musicisti, stanchi di non trovare gli spartiti dei brani che volevano suonare. È cresciuto suonando il pianoforte e il sassofono baritono ed esibendosi nei musical. Non si esibisce da anni, ma gli piace pensare di saperci ancora fare. Scrive di come passare dalla registrazione di un brano allo spartito.

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