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Dinamica e articolazione in musica: come leggere i segni

La dinamica indica quanto forte suonare, l’articolazione come eseguire ogni nota. Da piano e forte allo staccato e alle legature di portamento, questi segni danno espressione alle note scritte.

Indicazioni di dinamica e articolazione sul pentagramma: piano, forte, crescendo, staccato, legato, accenti e legature di portamento

Le note e il ritmo ti dicono cosa suonare e quando. La dinamica e l’articolazione indicano come: quanto forte e in che modo eseguire ogni nota. Le lettere p e f sotto il pentagramma sono indicazioni di dinamica. I punti, le linee curve e gli accenti sulle note sono segni di articolazione. Con questi segni, una lettura meccanica delle note giuste diventa un’esecuzione espressiva. È per questo che i compositori li scrivono con tanta cura.

Saper leggere uno spartito e riconoscere i valori delle note ti dà le basi. Piano, forte, staccato e legature aggiungono le indicazioni espressive, che contano quanto le note stesse.

Due aspetti dell’espressione

La dinamica riguarda il volume: quanto piano o forte suonare un passaggio e come cambiare l’intensità nel tempo. L’articolazione riguarda l’attacco delle note e il legame tra una nota e la successiva. Una nota può essere corta e staccata, unita alla seguente oppure accentata. La dinamica regola l’intensità, l’articolazione il tocco.

Entrambe usano segni compatti, che chi suona può leggere a colpo d’occhio durante l’esecuzione. I termini di dinamica sono per lo più italiani: risalgono all’epoca in cui i compositori italiani stabilivano le convenzioni musicali. Per l’articolazione si usano soprattutto piccoli segni posti direttamente sulle teste delle note.

Dinamica: quanto forte suonare

Le indicazioni principali vanno dal pianissimo al fortissimo e si abbreviano con queste lettere:

  • pp (pianissimo): molto piano
  • p (piano): piano
  • mp (mezzo piano): moderatamente piano
  • mf (mezzo forte): moderatamente forte
  • f (forte): forte
  • ff (fortissimo): molto forte

Sono indicazioni relative. Un forte suonato da un flauto solista ha un volume molto diverso da quello di un’intera orchestra, ma in entrambi i casi significa “forte nel contesto del brano”. Troverai anche lo sforzando (sfz), un accento improvviso e deciso su una singola nota. Per chiedere intensità ancora più basse o più alte, i compositori aggiungono altre lettere, come in ppp e fff. Anche il nome “piano”, abbreviazione di “pianoforte”, viene da qui: lo strumento poteva suonare sia piano sia forte.

Crescendo e decrescendo

Il volume cambia spesso con gradualità, aumentando o diminuendo lungo una frase. Un crescendo chiede di suonare via via più forte; un decrescendo, o diminuendo, di suonare via via più piano. Sullo spartito trovi le abbreviazioni “cresc.” e “dim.” oppure, più spesso, le forcelle di dinamica: due linee oblique che si allargano nel crescendo e si restringono nel decrescendo.

La forcella si estende lungo il passaggio a cui si riferisce, quindi indica anche su quante pulsazioni o battute distribuire il cambiamento di volume. Questi aumenti e cali graduali contribuiscono alla sensazione di tensione che cresce e poi si scioglie.

Articolazione: come suonare ogni nota

I segni di articolazione si trovano sulle note e ne indicano l’attacco e il legame con le altre:

  • Staccato (un punto sopra o sotto la nota): suona la nota corta e separata dalle altre. Interrompi presto il suono per lasciare uno spazio prima della nota successiva.
  • Legato, indicato da una legatura di portamento (una linea curva sopra un gruppo di note di altezze diverse): suona le note unite, senza interruzioni, in un solo gesto fluido.
  • Accento (un piccolo > sopra la nota): dai più risalto alla nota, con un attacco più forte e deciso rispetto alle note vicine.
  • Tenuto (una breve linea orizzontale sopra la nota): tieni la nota per tutto il suo valore, dandole un po’ di peso e durata.
  • Fermata (un arco con un punto, simile a un sopracciglio): prolunga la nota o la pausa oltre il valore scritto. Decidi tu quanto tenerla.

La legatura di portamento si confonde spesso con la legatura di valore. La prima passa sopra note di altezze diverse e chiede di suonarle legate. La legatura di valore ha lo stesso aspetto, ma unisce due note della stessa altezza in un unico suono più lungo. Riguarda la durata e rientra quindi nei valori delle note e nel ritmo. La forma è la stessa, la funzione cambia.

Come danno espressione alle note

Se suoni una melodia dando a ogni nota lo stesso volume e la stessa durata, ottieni un’esecuzione meccanica, corretta ma senza vita. Con la dinamica e l’articolazione puoi far respirare la frase. Un crescendo che arriva a una nota acuta, accentata e tenuta, dà la sensazione di aver raggiunto un punto d’arrivo. Le stesse note, suonate tutte uguali, perdono quell’effetto. Molte delle scelte interpretative di chi suona riguardano proprio questi aspetti.

Sono anche gli aspetti più difficili da cogliere in una registrazione: cambiano in modo sottile e continuo, mentre le altezze delle note sono distinte. Quando leggi una trascrizione, fatta a mano o con un software, tieni conto di questa difficoltà.

Considerazioni finali

Se parti da una trascrizione, considera anche dove serve ancora l’intervento di una persona. Gli strumenti di trascrizione con l’IA, compresi i nostri, sono molto precisi con note, ritmo e accordi, perché sono elementi distinti e misurabili. Per i segni espressivi, invece, serve più lavoro di revisione. Quando trascrivi una registrazione con Songscription, ottieni una struttura accurata di altezze e ritmo. Aggiungendo poi le tue indicazioni di dinamica e articolazione in un programma di notazione, dai espressione a quella struttura. Per gli altri termini della notazione, puoi consultare il glossario di notazione musicale.

Domande frequenti

Che cos’è la dinamica in musica?

Le indicazioni di dinamica dicono quanto piano o forte suonare. Usano termini italiani abbreviati in lettere: p per piano, f per forte, mp e mf per i livelli intermedi, pp per pianissimo e ff per fortissimo. I cambiamenti graduali sono indicati dalle parole crescendo, decrescendo o diminuendo, oppure da forcelle che si aprono o si chiudono.

Che cos’è l’articolazione in musica?

L’articolazione riguarda il modo di eseguire ogni nota: corta e staccata, legata alla successiva oppure accentata. Si indica con piccoli segni sulla nota o vicino alla nota. Un punto sopra la nota indica lo staccato, cioè un suono corto e separato dagli altri. Una legatura di portamento, una linea curva sopra note di altezze diverse, indica il legato: le note si suonano unite, in un solo gesto. Un accento chiede di dare più risalto a quella nota. L’articolazione dà carattere alla frase, senza definirne il volume complessivo o l’altezza delle note.

Che differenza c’è tra legatura di portamento e legatura di valore?

Hanno quasi lo stesso aspetto, una linea curva, ma significati diversi. La legatura di valore unisce due note della stessa altezza e chiede di tenerle come un unico suono più lungo: riguarda quindi la durata. La legatura di portamento unisce note di altezze diverse e chiede di suonarle legate, senza interruzioni: riguarda l’articolazione. Se le due note unite hanno la stessa altezza, è una legatura di valore; se hanno altezze diverse, è una legatura di portamento.

Informazioni sull’autore

Andrew Carlins

Scritto da

Andrew Carlins

Cofondatore e CEO di Songscription

Andrew ha fondato Songscription a Stanford insieme ad alcuni altri musicisti, stanchi di non trovare gli spartiti dei brani che volevano suonare. È cresciuto suonando il pianoforte e il sassofono baritono ed esibendosi nei musical. Non si esibisce da anni, ma gli piace pensare di saperci ancora fare. Scrive di come passare dalla registrazione di un brano allo spartito.

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